AMBIENTE: IL FUTURO DEL PIANETA DIPENDE ANCHE DAGLI INSETTI

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AMBIENTE: IL FUTURO DEL PIANETA DIPENDE ANCHE DAGLI INSETTI

 

La questione ambientale è un argomento di importanza primaria e, soprattutto negli ultimi tempi, la cronaca ha focalizzato l’attenzione in particolare sul problema del Global Warming. Moltissimi in questo periodo sono stati gli articoli e gli interventi, così come innumerevoli le manifestazioni in tutto il mondo, che hanno alimentato il dibattito sulle future e nefaste ripercussioni che i cambiamenti climatici avranno sul pianeta. Il discorso purtroppo è molto complesso, strutturato e stratificato, e i diversi piani della questione sono strettamente interconnessi, al punto che ogni minima variazione di questo contesto finisce per avere drastiche conseguenze per tutte le componenti dell’ecosistema.

In questo senso, per capire ancora meglio questa dinamica e comprendere quale sia la gravità della situazione, basterà soffermarsi su un problema che ha avuto meno risalto del tema del Riscaldamento Globale, eppure evidenzia in maniera ancora più netta quanto certi allarmanti stravolgimenti siano già pericolosamente in atto. Stiamo parlando di un importante rapporto stilato ad inizio anno da scienziati australiani e cinesi, in cui si certifica la costante ed inesorabile diminuzione degli insetti, tanto da parlare addirittura di “apocalisse ecologica”.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Gli insetti sono la specie più numerosa sul pianeta, ma nonostante la loro totalità superi di ben 17 volte quella degli esseri umani, il loro numero sta drammaticamente diminuendo ad una velocità altissima (circa il 2,5% all’anno negli ultimi trenta) tanto che, di questo passo, si prevede che nel giro dei prossimi cento anni potrebbero addirittura sparire. A rendere ancora  più allarmante questa situazione, è la notizia che i più colpiti sono gli insetti “con le ali” (imenotteri e lepidotteri: farfalle, falene, api, vespe…) che hanno un’importanza assolutamente vitale per l’equilibrio della natura. Il loro ruolo, infatti, è determinante durante il processo di impollinazione, momento fondamentale per la fioritura e la proliferazione delle piante e di ogni specie vegetale. Gli insetti, inoltre, sono un anello imprescindibile della catena alimentare, in quanto rappresentano il nutrimento per tantissimi pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi, e la loro estinzione comporterebbe una serie di squilibri ed effetti collegati fra loro che porterebbero inevitabilmente al collasso dell’intero ecosistema.

LE CAUSE

Le cause di questa drammatica situazione sono da ricercare principalmente nell’uso indiscriminato di pesticidi e nell’adozione di metodi di coltivazione intensiva che, sfruttando impropriamente le risorse agricole e i terreni per interessi esclusivamente di mercato, non tengono conto di un concetto basilare come quello della biodiversità, compromettendo in modo sempre più irrimediabile l’ambiente nella sua totalità. È chiaro, infatti, che questo approccio aggressivo all’agricoltura finisce per danneggiare e impoverire non solo il suolo, ma l’intero habitat naturale in cui vivono in un delicato equilibrio piante ed esseri viventi.

Per questo motivo, sarà opportuno cominciare a ragionare su metodi di produzione di cibo necessariamente più ecosostenibili, possibilmente iniziando a cambiare anche le nostre abitudini di consumo.

SI PUO’ PROVARE A CAMBIARE?

Provando ad osservare la questione anche dalla prospettiva dell’alimentazione eubiotica, possiamo vedere come una delle sue indicazioni più importanti consista proprio nel rispettare l’integrità biologica dei cibi, quindi privilegiare prodotti provenienti da un’agricoltura che abbia come presupposto il rispetto assoluto della fertilità e dei ritmi naturali della terra, ed evitare in qualsiasi modo l’utilizzo di sostanze chimiche.

Questo approccio, in cui il concetto di “rispetto” è chiaramente basilare e vitale, è probabilmente l’unico modo che ci resta per invertire la rotta e salvare il pianeta, perché è evidente che non ce ne sia uno di riserva.

La speranza, quindi, è quella di riuscire a stabilire un nuovo corso in cui uomo e ambiente, microcosmo e macrocosmo, possano raggiungere un rinnovato equilibrio, più armonico e naturale, o per usare una parola a noi cara, “Eubiotico”, quindi buono per la vita.


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